“Gli amici sono il tuo capitale” comincia così la prima regola del Kapipalist Manifesto a cura di Alberto Falossi nel quale sono elencati i principi del crowdfunding.
Il crowdfunding è uno degli strumenti di accompagnamento alle classiche attività di fundraising che nasce, vive e si sviluppa sul web e per il web. Il crowdfunding (letteralmente traducibile come crowd=folla e funding=finanziamento), è un processo collaborativo tra persone che utilizzano il proprio denaro per sostenere organizzazioni e progetti. Esso parte quindi da una partecipazione popolare, cioè dalle persone che per prime credono in un progetto o in un’organizzazione o in uno spettacolo e si fanno finanziatori, anche piccoli ma fondamentali, di tale progetto con il fine di vederlo realizzato.
Il crowdfunding ha avvio intorno agli anni novanta come strumento di accompagnamento ai tradizionali strumenti di fundraising, inizialmente posto in essere per scopi di beneficenza, successivamente ha trovato esistenza anche in altri settori non solo no-profit come start-up, progetti d’impresa, festival, organizzazioni, progetti scientifici e campagne elettorali come quella di Barack Obama.
Nel corso degli anni, anche grazie alla nascita dei social newtork che ne hanno aumentato positivamente la rete di promozione e consocenza, le piattaforme di crowdfunding hanno preso piede nella rete: ad ora se ne contano quasi quattrocento, ma sono dati non definitivi e sempre in continuo aggiornamento.
In Italia, nel 2005 nasce Produzioni dal basso, a seguire nel 2008 Indiegogo, nel 2009 Kapipal e Kickstarter. Un paio di anni più tardi nascono Eppela, ShinyNote, BoomStarter. Solo per citarli alcuni.
Le piattaforme possono differenziarsi a seconda del settore creativo, culturale o imprenditoriale di riferimento. Esistono piattaforme generiche o specifiche: ad esempio Kiva è piattaforma di microprestito per imprese nei paesi in via di sviluppo, o Sellaband che è invece una piattaforma dedicata al finanziamento di progetti musicali.
Le più famose e conosciute per il numero di utenti sono Indiegogo e Kickstarter.
Parlando di crowdfunding possiamo trovare tre differenti parole chiave importanti:
- cooperazione: l’unione fa la forza. Come giustamente scrive il Tafter Journal, per giudicare valido un progetto non è necessario avere una risposta di qualità e validità da una comunità scientifica ma si va a cercare direttamente ad un pubblico di riferimento o comunque potenziale pubblico del progetto. Cosa significa? Significa che se il primo a credere nel mio progetto è proprio chi potrebbe seguirlo o che comunque potrebbe usufruirne, allora il pubblico stesso riconosce la qualità di tale progetto. Ne parlerà in giro, creerà rete e mi offrirà un feedback di valore.
- fiducia: anche se gli amici sono il tuo capitale, non bastano gli amici a far funzionare e terminare a buon fine la campagna di finanziamento. E’ necessario creare fiducia nei confronti di chi non ti conosce e non conosce il progetto attraverso una buona comunicazione, una buona informazione e dettagli su quello che è il progetto.
- denaro: c’è uno scambio di denaro tra il donatore e colui che promuove la campagna di finanziamento. Ma non è solo il denaro lo scambio che avviene. Il donatore non acquista un bene, ma fa un investimento a livello di valore o cultura. Un valore ricambiato con l’effettivo realizzarsi del progetto. Ciò si basa sul rapporto di fiducia, di cui si parlava prima, che il proponente deve riuscire ad instaurare con il proprio donatore.
- network: è necessario creare rete e passaparola attraverso. Le piattaforme vivono in funzione della rete e quindi è necessario che dalla rete nasca anche la comunicazione e la promozione necessaria affinché anche altri possano conoscere il progetto e finanziarlo.
- passaparola: alla precedente si lega quindi direttamente anche il passaparola. Se i tuoi amici sono il tuo capitale e la tua promozione, i tuoi amici sono il mezzo con cui il tuo progetto potrà essere conosciuto nella rete.
il crowdfunding è un processo che permette quindim attraverso la semplice iscrizione ai siti, di raccogliere i fondi necessari allo sviluppo di questo attraverso la partecipazione, appunto, dal basso.
Inoltre si presenta come un’ottima occasione per fidelizzare maggiormente pubblico e investitori una volta che la campagna di finanziamento si conclude a buon fine. Ad esempio è possibile e consigliato creare dare un feedback attraverso un ringraziamento o un invito all’evento oppure l’invio di un dvd.
Ma come funzionano? Prendiamo per esempio la piattaforma italiana Produzioni dal basso, il portale in apertura spiega semplicemente quali sono le modalità di creazione di una campagna di finanziamento: è possibile caricare progetti materiali ed immateriali di qualsiasi genere definendo un budget e un periodo di campagna. Il periodo della campagna di finanziamento e le informazioni del progetto stesso possono essere continuamente modificate, contrariamente al budget. Il proponente definisce una quota minima di donazione da parte degli utenti e delle celle che raccolgono un tot di quote. Una volta che la cella (ad esempio di 10 quote da dieci euro) viene esaurita, allora in quel caso il donatore paga effettivamente la propria quota. In caso contrario, ciò non avverrà. Questo può accadere nel caso che il proponente non sia riuscito a creare rete e passaparola oppure nel caso in cui il progetto di cui si chiede il finanziamento non sia di qualità o considerato tale dai possibili donatori.
La quota, inoltre, non viene versata alla piattaforma ma direttamente al proponente del progetto e, come scritto sul sito stesso, esso sussiste con lo scopo di sostenere uno scambio diretto, non invasivo e sincero tra due soggetti.
Il crowfunding si rivela quindi un ottimo strumento di fundraising sia per peratori culturali che per piccole imprese che per progetti di singoli, soprattutto se piccoli in quanto non sempre capaci di raccogliere grandi fondi. Riferendosi poi ad pubblico vasto, quello del web, si può ricevere un ottimo feedback della validità del progetto proposto.

